saggi

6 Products

Filtri
Fatto

    Filtri attivi

    Filtra per categoria

    Filtra per prezzo


    Prezzo minimo

    Prezzo massimo

  • 19,00 

    “Ogni quattro anni” è il decimo numero di Cose spiegate bene, la rivista di carta del Post realizzata in collaborazione con Iperborea. Ogni quattro anni ci sono le elezioni presidenziali statunitensi (anche le Olimpiadi, ma di quelle Cose spiegate bene si è già occupato): mezzo mondo comincia a parlarne mesi e mesi prima, ripetendo regole e procedure che non si capiscono mai abbastanza, e descrivendo contesti che cambiano di continuo. Ci sono quindi molte cose utili da conoscere, perché si tratta ancora, piaccia o no, dell’elezione del leader più potente del mondo nel paese più potente del mondo. Ma si tratta anche di storie, vite, questioni, che ci sono culturalmente vicinissime anche con un oceano in mezzo: di cui leggiamo sui giornali italiani, ma ormai anche su quelli americani così accessibili, e che vediamo raccontate nei film e nelle serie tv. Questo numero di Cose spiegate bene si occupa della politica degli Stati Uniti, e del paese regolato da quella politica: le storie di presidenti ed elezioni notevoli, l’organizzazione delle istituzioni, la questione razziale, le trasformazioni economiche e sociali, la radicalizzazione delle posizioni dei partiti. E anche altri temi di rilevanza significativa nella discussione politica, come la scuola, la religione, l’assistenza sanitaria. Insieme a storie ignote, spesso difficili da credere da qui, e sempre utili da conoscere. Con testi di Lucia Annunziata, Marco Cassini, Claudia Durastanti e Linus e della redazione del Post. A cura del Post e di Nicola Sofri. Illustrazioni di Simon Landrein.

  • 19,00 

    Il volume si tuffa nei numerosi e vari intrecci tra il cibo, il mare e le altre acque. Acque da solcare, da difendere, acque che sommergono e poi lasciano riemergere qualcosa. Mari che hanno fatto la storia agricola delle terre che ne sono circondate, mari popolati da fantasmi epici e da mitomanie ingegneristiche; mari di fatica, mari di scoperta, navi dove le provviste dovevano bastare fino alla fine del viaggio, senza sapere quando il viaggio sarebbe finito. Acqua da togliere e rimettere per conservare gli alimenti, ma anche come esercizio di memoria; acqua da degustare, trasformata da alimento primario in un prodotto di lusso o di moda. Acqua che bolle in una grande pentola per assorbire i sapori che vi sono immersi, e inventa il primo ristorante per come lo conosciamo. Acqua che manca, per anni decenni secoli, e la mancanza apre crepe nella terra arida per farci nascere qualcosa di nuovo. Con scritti di: Davide Coppo, Gabriella Dal Lago, Lavinia Fagiuoli, Valerio Millefoglie, Alessandro Marzo Magno, Virginia Mendoza, Leonardo Piccione, Rachel Roddy, Gabriele Rosso, Nadia Terranova, Luca Trevisani.

  • 15,00 

    Quale sarà l’impatto delle IA nell’arte? E per la nostra percezione? Le IA sono autori o strumenti? Francesco D’Isa propone un’analisi filosofica sulla rivoluzione algoritmica delle immagini. Attraverso esempi concreti e riflessioni teoriche, il libro invita a esplorare come l’intelligenza artificiale stia ridefinendo i confini dell’espressione artistica e della proprietà intellettuale. Francesco D’Isa apre un dialogo sull’essenza dell’arte nell’era digitale. Ed evidenzia come molte delle nostre paure riguardo alle IA siano infondate. Le IA, lungi dall’esserci aliene, sono uno specchio in cui non ci piace rifletterci. Se vogliamo limitare i danni delle macchine, non dobbiamo renderle più umane, ma più disumane.

  • 28,00 

    La “scuola capovolta”, da una parte, è semplicemente una rivisitazione di autori e opere della nostra letteratura, da Foscolo ai contemporanei, secondo il gusto e le idiosincrasie dell’autore, sia pure giustificati da robuste pezze d’appoggio critiche. Dall’altra, è un tentativo di opporsi alla stucchevole e, spesso, manichea, vulgata letteraria, che affligge le patrie antologie. Un libro, infine, che può benissimo essere letto per episodi e come un’opera di narrativa.

  • 20,00 

    In un libro generato da un lungo pezzo pubblicato sulla Paris Review nel 2017, mentre nasceva il movimento #MeToo, e subito diventato virale e discusso, Claire Dederer coinvolge i lettori nel chiedersi: come dobbiamo convivere, oggi, con le opere di artisti (ma anche artiste) «mostruosi»? Possiamo e dobbiamo ancora amare le opere di Hemingway, Allen, Polanski, Miles Davis, o Picasso? I geni – che chiamiamo anche «mostri» di bravura – meritano un trattamento speciale? La responsabilità maschile è identica a quella femminile, e che cosa può far deragliare il giudizio quando l’artista è una donna, come nel caso di J.K. Rowling, o di Virginia Woolf? Dederer ammira con coinvolgimento certi film di Polanski ogni volta che li vede, ma non gli concede indulgenze o attenuanti sugli abusi: si può convivere con questa contraddizione? Sono tutte domande protagoniste di questi anni e di quelli che verranno, sui giornali e nei dibattiti in tv, ma anche negli uffici che frequentiamo ogni giorno, a cena con gli amici, e nelle nostre coscienze. Le risposte non sono mai nette, per Dederer, e proprio questo le rende delle risposte preziose e soddisfacenti. Illuminante, onesto e mai così attuale, “Mostri” è un libro scritto come una conversazione con chi legge, ricco di divagazioni interessanti, che aiuta a pensare e a discutere. Prefazione di Giulia Siviero.

  • 19,00 

    Rachel Aviv ha solo sei anni quando viene ricoverata con una diagnosi di anoressia. Passano poche settimane e, da un giorno all’altro, ricomincia a mangiare. A differenza delle compagne di reparto già adolescenti – fra cui Hava, tanto brillante quanto tormentata, e così simile a Rachel da sembrarne la sorella – l’anoressia non diventa una «carriera». E se non fosse andata così «bene»? Se il desiderio di emulazione verso quelle ragazze dannate e affascinanti avesse lasciato una traccia più profonda dentro di lei? Qui inizia Stranieri a noi stessi, il racconto di cinque vite parallele, cinque persone le cui diagnosi psichiatriche hanno finito per impossessarsi delle loro identità: Bapu, venerata come una santa negli ashram dell’India e bisognosa di cure mentali per la sua famiglia; Naomi, incarcerata dopo un tragico episodio di psicosi e alla ricerca disperata del perdono dei propri figli; Ray, medico caduto in disgrazia che ha dedicato la vita a vendicarsi dei suoi analisti; Laura, promettente studentessa di Harvard che dopo anni di terapie e diciannove psicofarmaci diversi non sa più chi è senza medicine. E Hava, che a ogni nuovo diario si impegna a trovare la forza per superare l’anoressia, ma si sentirà fino alla fine una «straniera a se stessa». Grazie ad anni di studio, interviste e scambi con i protagonisti di questo libro, la giornalista del New Yorker Rachel Aviv scrive un’indagine accorata sui limiti delle nostre conoscenze intorno alla mente umana e sul bisogno che abbiamo di raccontarci e farci raccontare dagli altri nel tentativo di conoscerci. Perché niente come una storia ha il potere di cambiare – nel bene, nel male – la nostra identità e quindi la nostra vita.